Libri della Bibbia: Matteo

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Titolo

Matteo, “dono del Signore”, era l’altro nome di Levi (9: 9), il pubblicano, che lasciò tutto per seguire Cristo (Lu 5: 27-28).

Matteo era uno dei dodici apostoli (10: 3; Mr 3: 18; Lu 6: 15; At 1: 13) e nel suo elenco dei dodici egli si definisce esplicitamente un “pubblicano” (10: 3).

In nessun altro punto delle Scritture il nome di Matteo è associato al titolo di “pubblicano”; gli altri evangelisti lo designano sempre con il nome d’origine, Levi, quando parlano del suo passato di peccatore.

Si tratta di una dimostrazione di umiltà da parte di Matteo.

Come per gli altri tre, questo Vangelo prende il nome dal suo autore.

Autore e data

La canonicità e paternità di questo Vangelo erano indiscusse per la chiesa primitiva.

Eusebio (265-339 d.C. ca) cita Origene (185-254 d.C. ca):

Dei quattro Vangeli, i soli incontestabili nella chiesa di Dio sotto il cielo, ho appreso per tradizione che il primo fu scritto da Matteo, che un tempo fu un pubblicano, ma poi divenne discepolo di Gesù Cristo, e fu scritto per i convertiti provenienti dal giudaismo. [Storia Ecclesiastica VI.25]

È chiaro che questo Vangelo fu scritto relativamente presto, prima della distruzione del tempio nel 70 d.C.

Alcuni studiosi si sono spinti fino a presupporre una datazione che si aggira attorno al 50 d.C.

Contesto e ambiente del libro di Matteo

Dalla lettura di questo Vangelo traspare un gusto narrativo tutto giudaico. Esso traspare perfino nella genealogia di apertura, che Matteo riproduce solamente fino ad Abraamo.

Per contro, Luca, nell’intento di rappresentare Cristo come redentore dell’umanità, risale fino ad Adamo.

Il proposito di Matteo è in qualche modo più ristretto: dimostrare che Cristo è il Messia e il re di Israele.

Il Vangelo di Matteo cita più di sessanta volte brani dell’A.T., evidenziando come Cristo sia l’adempimento di tutte le promesse in esso contenute.

Diversi fattori permettono di ipotizzare che i lettori di Matteo fossero per la maggior parte Giudei.

In primo luogo, Matteo solitamente fa riferimento ai costumi giudaici senza darne una spiegazione, a differenza degli altri evangelisti (cfr. Mr 7: 3; Gv 19: 40).

In secondo luogo, egli designa a più riprese Cristo come “Figlio di Davide” (1: 1; 9: 27; 12: 23; 15: 22; 20: 30; 21: 9, 15; 22: 42, 45).

E, ancora, mostra un certo riguardo per la sensibilità giudaica relativa al nome di Dio, poiché parla del “regno dei cieli” laddove gli altri evangelisti parlano del “regno di Dio”.

Infine, tutti i temi principali del Vangelo sono radicati nell’A.T. e considerati alla luce dell’attesa messianica di Israele.

L’uso che Matteo fa del greco può essere sintomo del fatto che egli stesse scrivendo come Giudeo di Palestina a Giudei ellenisti che risiedevano altrove. Egli scrisse come testimone oculare di molti degli eventi che descrisse, offrendo una testimonianza diretta delle parole e delle opere di Gesù di Nazaret.

Il suo obiettivo è chiaro: dimostrare che Gesù è il Messia atteso per lungo tempo dalla nazione giudaica.

Le sue numerose citazioni dell’A.T. hanno il preciso scopo di mostrare l’identicità del Messia della promessa con il Cristo della storia.

Matteo non perde mai di vista il suo obiettivo, arrivando a fornire svariati dettagli secondari tratti dalle profezie dell’A.T. a conferma delle dichiarazioni di Gesù circa la propria messianicità (p. es.: 2: 17-18; 4: 13-15; 13: 35; 21: 4-5; 27: 9-10).

Temi storici e teologici del libro di Matteo

Matteo si riproponeva di presentare Cristo come Messia e re dei Giudei; ciò spiega la profusione di riferimenti alle promesse veterotestamentarie relative al regno.

L’espressione “il regno dei cieli”, propria di Matteo, è ripetuta 32 volte in questo libro, e mai altrove in tutte le Scritture.

La genealogia di apertura ha lo scopo di documentare le credenziali di Cristo come re di Israele e il resto del libro sviluppa questo tema.

Matteo dimostra in primo luogo come Cristo sia l’erede secondo il lignaggio regale, e in secondo luogo come egli sia l’adempimento di dozzine di profezie dell’A.T. riguardanti il re che doveva venire.

Prova dopo prova, egli fissa la prerogativa regale di Cristo.

Tutti gli altri temi storici e teologici del Vangelo ruotano attorno a questo aspetto centrale.

Matteo riporta cinque discorsi maggiori:

  • il sermone sul monte (capp. 5–7);

  • il mandato degli apostoli (cap. 10);

  • le parabole del regno (cap. 13);

  • un discorso sulla necessità del credente di somigliare a un bambino (cap. 18);

  • il discorso sulla sua seconda venuta (capp. 24–25).

Ogni discorso termina con una variante della seguente locuzione: “Quando Gesù ebbe finito questi discorsi” (7: 28; 11: 1; 13: 53; 19: 1; 26: 1), che diventa una sorta di leitmotiv che va a segnalare l’introduzione di una nuova sezione narrativa.

Una lunga introduzione (capp. 1–4) e una breve conclusione (28: 16-20) racchiudono il corpo del Vangelo, che si divide in cinque sezioni, ognuna con un’allocuzione e una parte narrativa.

Alcuni hanno visto un parallelo fra queste cinque sezioni e i cinque libri di Mosè nell’A.T.

Un altro tema ricorrente nel Vangelo di Matteo è il conflitto fra Cristo e il farisaismo.

Matteo vuole mettere in risalto l’errore dei farisei a beneficio dei suoi lettori Giudei e non per ragioni personali, né per vanto nei loro confronti.

Matteo omette, ad esempio, la parabola del fariseo e del pubblicano, anche se questa lo avrebbe messo in luce favorevolmente.

Matteo fa anche menzione dei sadducei più di qualsiasi altro evangelista.

I farisei e i sadducei vengono regolarmente ritratti in modo negativo, come chiaro esempio di ciò che non bisogna fare.

La loro dottrina è un lievito che deve essere evitato (16: 11-12).

Benché questi gruppi fossero dottrinalmente in contrasto l’uno con l’altro, l’odio nei confronti di Cristo li univa.

Agli occhi di Matteo erano l’emblema di tutti coloro che in Israele rigettavano Cristo come Re.

Il ripudio del Messia di Israele è un altro tema costante in questo Vangelo.

Gli attacchi contro Gesù sono ritratti qui molto più duramente rispetto agli altri Vangeli: dalla fuga in Egitto alla crocifissione, Matteo dipinge un quadro a tinte forti del rifiuto di ricevere Cristo.

Nel resoconto della crocifissione, ad esempio, nessun ladrone si ravvede, né compaiono gli amici o le persone amate ai piedi della croce.

Nella morte, Gesù è abbandonato persino da Dio (27: 46).

L’ombra del rifiuto non è mai assente dalla narrazione.

Ciò nonostante, Matteo ritrae Gesù come un re vittorioso che un giorno tornerà “sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria” (24: 30).

Sfide interpretative

Matteo raggruppa il suo materiale narrativo attorno a cinque grandi discorsi.

Non fa alcun tentativo di seguire una rigida cronologia; un raffronto dei Vangeli rivela infatti come Matteo collochi liberamente il proprio materiale.

Egli sviluppa temi e concetti ampi, pur non redigendo un prospetto cronologico.

I brani profetici propongono una particolare sfida interpretativa.

Il discorso profetico di Gesù, ad esempio, contiene alcuni dettagli che evocano immagini della violenta distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C.

Le parole di Gesù hanno portato taluni a concludere che tutte queste cose si fossero adempiute, benché non alla lettera, nella conquista romana che contrassegnò quell’epoca.

Questa visione è nota come “preterismo”.

Si tratta tuttavia di un grossolano errore interpretativo, che costringe l’esegeta a vedere in questi passi significati allegorici e spiritualizzati, ignorando così del tutto i normali metodi esegetici.

L’approccio ermeneutico storico-grammaticale a questi brani è il più idoneo e fornisce un’interpretazione futurista coerente.

Schema del libro

  1. (Prologo) L’avvento del Re (1:1–4:25)

    1. La sua nascita (1:1–2:23)

      1. Il suo lignaggio (1:1-17)

      2. Il suo ingresso nel mondo (1:18-25)

      3. La sua adorazione (2:1-12)

      4. I suoi avversari (2:13-23)

    2. Gli inizi del suo ministero pubblico (3:1–4:25)

      1. Il suo precursore (3:1-12)

      2. Il battesimo (3:13-17)

      3. La tentazione (4:1-11)

      4. Il primo ministero (4:12-25)

  2. L’autorità del Re (5:1–9:38)

    1. 1° discorso: il sermone sul monte (5:1–7:29)

      1. Giustizia e felicità (5:1-12)

      2. Giustizia e discepolato (5:13-16)

      3. Giustizia e Scritture (5:17-20)

      4. Giustizia e moralità (5:21-48)

      5. Giustizia e religione pratica (6:1-18)

      6. Giustizia e cose mondane (6:19-34)

      7. Giustizia e rapporti umani (7:1-12)

      8. Giustizia e salvezza (7:13-29)

    2. B. 1a sezione narrativa: i miracoli d’autenticazione (8:1–9:38)

      1. Un lebbroso purificato (8:1-4)

      2. Il servo del centurione guarito (8:5-13)

      3. La suocera di Pietro guarita (8:14-15)

      4. Moltitudini guarite (8:16-22)

      5. I venti e il mare placati (8:23-27)

      6. Due indemoniati liberati (8:28-34)

      7. Un paralitico perdonato e guarito (9:1-8)

      8. Un esattore delle tasse scelto (9:9-13)

      9. Una domanda trova risposta (9:14-17)

      10. Una ragazza risuscitata dai morti (9:18-26)

      11. Due ciechi recuperano la vista (9:27-31)

      12. Un muto riacquista la parola (9:32-34)

      13. Compassione per la folla (9:35-38)

  3. Il programma del Re (10:1–12:50)

    1. 2° discorso: il mandato dei dodici (10:1-42)

      1. Gli uomini del maestro (10:1-4)

      2. L’invio dei discepoli (10:5-23)

      3. Segni distintivi del vero discepolato (10:24-42)

    2. 2a sezione narrativa: la missione del Re (11:1–12:50)

      1. L’identità di Gesù rivelata a benefi cio dei discepoli di Giovanni (11:1-19)

      2. Guai pronunciati sull’impenitente (11:20-24)

      3. Riposo offerto a coloro che sono stanchi (11:25-30)

      4. La signoria di Gesù sul sabato (12:1-13)

      5. Opposizione fomentata dalle autorità religiose giudaiche (12:14-45)

      6. Relazioni familiari eterne definite per ascendenza spirituale (12:46-50)

  4. Gli avversari del Re (13:1–17:27)

    1. 3° discorso: le parabole del regno (13:1-52)

      1. I terreni (13:1-23)

      2. La zizzania e il buon seme (13:24-30, 34-43)

      3. Il granello di senape (13:31-32)

      4. Il lievito (13:33)

      5. Il tesoro nascosto (13:44)

      6. La perla di gran valore (13:45-46)

      7. La rete (13:47-50)

      8. Il padrone di casa (13:51-52)

    2. 3a sezione narrativa: il conflitto del regno (13:53–17:27)

      1. Nazaret rigetta il re (13:53–13:58)

      2. Erode fa uccidere Giovanni il battista (14:1-12)

      3. Gesù sfama i 5.000 (14:13-21)

      4. Gesù cammina sulle acque (14:22-33)

      5. Moltitudini cercano guarigione (14:34-36)

      6. Gli scribi e i farisei sfidano Gesù (15:1-20)

      7. Una donna cananea crede (15:21-28)

      8. Gesù guarisce le moltitudini (15:29-31)

      9. Gesù sfama i 4.000 (15:32-39)

      10. I farisei e i sadducei cercano un segno (16:1-12)

      11. Pietro riconosce in Gesù il Cristo (16:13-20)

      12. Gesù predice la sua morte (16:21-28)

      13. Gesù rivela la sua gloria (17:1-13)

      14. Gesù guarisce un bambino (17:14-21)

      15. Gesù predice il proprio tradimento (17:22-23)

      16. Gesù paga la tassa del tempio (17:24-27)

  5. L’amministrazione del Re (18:1–23:39)

    1. 4° discorso: il credente deve somigliare a un bambino (18:1-35)

      1. Un appello ad avere la fede di un bambino (18:1-6)

      2. Un monito contro gli scandali (18:7-9)

      3. La parabola della pecora smarrita (18:10-14)

      4. Un modello di disciplina nella chiesa (18:15-20)

      5. Una lezione sul perdono (18:21-35)

    2. 4a sezione narrativa: il ministero a Gerusalemme (19:1–23:39)

      1. Alcune lezioni del Re (19:1–20:28)

        1. Sul divorzio (19:1-10)

        2. Sul celibato (19:11-12)

        3. Sui bambini (19:13-15)

        4. Sul lasciare tutto e seguire Gesù (19:16-22)

        5. Su chi può essere salvato (19:23-30)

        6. Sull’uguaglianza nel regno (20:1-16)

        7. Sulla sua morte (20:17-19)

        8. Sulla vera grandezza (20:20-28)

      2. Alcune opere del Re (20:29–21:27)

        1. Gesù guarisce due ciechi (20:29-34)

        2. Gesù riceve adorazione (21:1-11)

        3. Gesù purifi ca il tempio (21:12-17)

        4. Gesù maledice un albero di fico (21:18-22)

        5. Gesù raccoglie una sfida (21:23-27)

      3. Alcune parabole del Re (21:28–22:14)

        1. I due fi gli (21:28-32)

        2. I cattivi vignaiuoli (21:33-46)

        3. Le nozze (22:1-14)

      4. Alcune risposte del Re (22:15-46)

        1. Agli erodiani: sul pagamento dei tributi (22:15-22)

        2. Ai sadducei: sulla risurrezione (22:23-33)

        3. Agli scribi: sul primo e più grande comandamento (22:34-40)

        4. Ai farisei: sul Figlio di Davide (22:41-46)

      5. Alcuni ammonimenti del Re (23:1-39)

        1. Guai agli scribi e ai farisei (23:1-36)

        2. Guai a Gerusalemme (23:37-39)

  6. L’espiazione del Re (24:1–28:15)

    1. 5° discorso: il sermone profetico (24:1–25:46)

      1. La distruzione del tempio (24:1-2)

      2. I segni dei tempi (24:3-31)

      3. La parabola del fico (24:32-35)

      4. La lezione di Noé (24:36-44)

      5. La parabola dei due servi (24:45-51)

      6. La parabola delle dieci vergini (25:1-13)

      7. La parabola dei talenti (25:14-30)

      8. Il giudizio delle nazioni (25:31-46)

    2. 5a sezione narrativa: la crocifissione e la risurrezione (26:1–28:15)

      1. Il complotto per uccidere il re (26:1-5)

      2. L’unzione di Maria (26:6-13)

      3. Il tradimento di Giuda (26:14-16)

      4. La Pasqua (26:17-30)

      5. La profezia del rinnegamento di Pietro (26:31-35)

      6. L’agonia di Gesù (26:36-46)

      7. L’arresto di Gesù (26:47-56)

      8. Il processo dinanzi al sinedrio (26:57-68)

      9. Il rinnegamento di Pietro (26:69-75)

      10. Il suicidio di Giuda (27:1-10)

      11. Il processo davanti a Pilato (27:11-26)

      12. Lo scherno dei soldati (27:27-31)

      13. La crocifissione (27:32-56)

      14. La sepoltura (27:57-66)

      15. La risurrezione (28:1-15)

  7. (Epilogo) Il mandato del Re (28:16-20)


Le parabole di Gesù

Parabola

Matteo

Marco

Luca

1. La lampada sotto un recipiente

5:14-16

4:21-22

8:16-17; 11:33-36

2. L’uomo avveduto e l’uomo stolto

7:24-27

6:47-49

3. La stoffa nuova sopra un vestito vecchio

9:16

2:21

5:36

4. Il vino nuovo in otri vecchi

9:17

2:22

5:37-38

5. Il seminatore

13:3-23

4:2-20

8:4-15

6. La zizzania

13:24-30

7. Il granello di senape

13:31-32

4:30-32

13:18-19

8. Il lievito

13:33

13:20-21

9. Il tesoro nascosto

13:44

10. La perla di gran valore

13:45-46

11. La rete

13:47-50

12. La pecora smarrita

18:12-14

15:3-7

13. Il servo privo di misericordia

18:23-35

14. I lavoratori delle diverse ore

20:1-16

15. I due figli

21:28-32

16. I malvagi vignaiuoli

21:33-45

12:1-12

20:9-19

17. Le nozze

22:2-14

18. Il fico

24:32-44

13:28-32

21:29-33

19. Le vergini sagge e le stolte

25:1-13

20. I talenti

25:14-30

21. Il seme che germoglia da sé

4:26-29

22. Il padrone di casa partito per un viaggio

13:33-37

23. Il creditore e i due debitori

7:41-43

24. Il buon Samaritano

10:30-37

25. Un amico nel bisogno

11:5-13

26. Il ricco stolto

12:16-21

27. I servi vigilanti

12:35-40

28. Il servo fedele e il servo malvagio

12:42-48

29. Il fico sterile

13:6-9

30. Il gran convito

14:16-24

31. La costruzione di una torre e un re che prepara la battaglia

14:25-35

32. La dramma perduta

15:8-10

33. Il figlio prodigo

15:11-32

34. Il fattore infedele

16:1-13

35. Il ricco e Lazzaro

16:19-31

36. I servi inutili

17:7-10

37. La vedova e il giudice

18:1-8

38. Il fariseo e il pubblicano

18:9-14

39. Le mine

19:11-27


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Matteo

Marco

Luca

Giovanni

Testo tratto da La Sacra Bibbia con note e commenti di John MacArthur

Staff La Casa della Bibbia

 

Pubblicato in: La Bibbia, I Libri

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