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Che cos’è la Bibbia?

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Una rivelazione di Dio

“Hai un nuovo messaggio”.

Quando vediamo queste parole comparire sullo schermo del computer o del nostro smartphone sappiamo che qualcuno desidera comunicare con noi, per posta elettronica o con un sms, perché ci deve dire qualcosa.

Questo è esattamente ciò che accade con la Bibbia: Dio vuole comunicare con noi perché ha qualcosa da dirci. Il Dio onnipotente, il Creatore, il Re dei re... si rivolge a noi uomini e, dunque, anche a me: è incredibile!

Il Signore non si limita a rivelarsi nel suo libro aperto, che è il creato: egli si rivolge personalmente agli esseri umani per mezzo della Bibbia e, soprattutto, del vangelo, tramite Gesù Cristo.

Ripensare alla Bibbia significa chiedersi perché Dio abbia voluto contattarci e rivelarci il suo progetto per l’umanità.

In effetti, per i cristiani la Bibbia non è un semplice libro ma è la Parola vivente rivolta all’uomo da un Dio amorevole.

SPUNTO DI RIFLESSIONE

“Ci basta guardare la natura per comprendere che esiste Dio. Possiamo vedere che Dio ama i fiori e gli animali, altrimenti non li avrebbe creati. Ma le informazioni sulla persona di Dio le incontriamo soltanto nella Bibbia, cioè nell’autobiografia di Dio”.

Jostein Gaarder, Il mondo di Sofia, Longanesi & C., 1994, p. 200

Una biblioteca con il vangelo al centro

La parola “Bibbia” deriva dal gr. ta biblia (“i libri”, plurale di to biblion, “il libro”). Ecco cos’è la Bibbia: una biblioteca divisa in due parti:

  • l’Antico Testamento, che Ebrei e cristiani riconoscono come testo sacro, il quale si compone di 39 libri (beh, non per tutti, come vedremo in un altro articolo); redatti principalmente in ebraico (qualcuno scritto in aramaico) all’incirca tra il 15° e il 5° sec. a.C.;
  • il Nuovo Testamento, che i cristiani ritengono ispirato, consta di 27 libri, scritti in greco nel 1° sec. d.C.

In totale 66 libri.

La Bibbia ha molti nomi ma le nostre versioni hanno mantenuto l’appellativo “testamento” (Antico e Nuovo) per designarne le parti principali.

Il corrispondente sostantivo greco “diathêkê” ha un significato più ampio rispetto all’italiano, tra cui quello di “patto”, “alleanza”, “contratto”.

Perché questo termine? Per esprimere il fulcro del messaggio biblico: il rapporto tra Dio e gli uomini.

Dio rivela il suo piano di salvezza

L’Antico Testamento

L’Antico Testamento inizia dal libro della Genesi, in cui si descrive come Dio abbia posto l’uomo al centro del creato per stringere alleanza con lui.

Infatti, quando Dio entra in relazione con l’uomo lo fa nel contesto di un patto.

L’iniziativa parte da Dio che, entrato in relazione con l’uomo, fissa i termini del patto.
Ciò avviene nell’Eden, dove Dio concede all’uomo l’usufrutto dell’intero creato.

Nondimeno, affinché l’umanità non s’insuperbisca e non pretenda di essere come Dio, il Creatore gli impone un divieto: quello di mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male (vd. Genesi 2:17).

Ma Adamo ed Eva, i primi esseri umani, rifiutano il loro Creatore ed egli li allontana dalla sua presenza.

Tutto l’Antico Testamento narra quindi di un Dio che si impegna a riannodare il rapporto spezzato dal peccato e a riaprire all’uomo le porte del regno.

Stabilisce un primo patto con Noè (vd. Genesi 9:9-17), poi con Abraamo (vd. Genesi 12:1-3; 17:1-21) e i suoi discendenti, che andranno a formare il popolo d’Israele.

Dio non smette di rinnovare le sue promesse.

Il Pentateuco (i primi cinque libri della Bibbia), i 12 libri storici, i 5 libri poetici e i 17 libri profetici raccontano, ciascuno secondo il proprio genere, la tumultuosa storia del rapporto tra Dio e il suo popolo.

Questi libri annunciano inoltre la buona notizia del prossimo avvento del Messia, il quale ripristinerà definitivamente il rapporto tra Dio e gli uomini, e la conclusione di un nuovo patto (vd. Geremia 31:31-34).

I documenti dell’Antico Testamento riguardano la storia di Israele nel senso più ampio del termine.

Vi si racconta, infatti, un’antichità dove politica e religione si mescolano, dove la presenza di Dio si respira come in nessun’altra realtà…

Oggi è difficile trovare qualcosa di analogo, per esempio, nella storia d’Italia, soprattutto dal momento che quest’ultima è stata riscritta nello spirito laico del Risorgimento.

In ogni caso, non è semplice comprendere come l’Antico Testamento (la prima parte della Bibbia) sia nel contempo la storia di una nazione e la storia del suo Dio, un Dio che nella vita del suo popolo ha preso parte attiva.

Inoltre, l’Antico Testamento inizia con un racconto che trascende infinitamente le vicende del popolo ebraico, perché vi si narra addirittura la creazione del mondo e di tutto ciò che esso contiene!

Questa narrazione di respiro cosmico è uno dei testi della creazione più straordinari che esistano.

Anche se altre religioni tramandano, quasi come un’eco, racconti paralleli (per esempio l’Epopea di Gilgamesh), la narrazione biblica è senza dubbio la più completa e ordinata.

Stiamo parlando dei primi capitoli del libro della Genesi.

Questo testo iniziale (se non addirittura iniziatico!) si basa su archetipi più che su una pretesa di accuratezza scientifica documentabile.

È possibile, come peraltro fanno gli Ebrei, scomporre l’Antico Testamento in tre parti:

  • La Torah, detta anche Pentateuco o “I libri di Mosè” (specialmente nelle versioni in lingua tedesca), è la raccolta dei primi cinque libri della Bibbia.
    Qui si trova il racconto della creazione, la storia degli eroi biblici della fede, i patriarchi (in particolare Abramo, il padre dei credenti), le tristi vicende degli Ebrei in Egitto e quelle ben note di Mosè (altro campione della fede).
    La Torah termina con la consegna dei dieci comandamenti sul monte Sinai (per questo motivo la Torah è conosciuta come “la legge”).

  • Libri storici e profetici: i libri storici raccontano l’arrivo del popolo ebreo nella terra promessa e riportano la storia di Israele; quelli profetici narrano le vittorie, le sconfitte e i rapporti problematici del popolo della promessa con il suo Dio.
    I loro resoconti terminano con la diaspora e la caduta di Gerusalemme.

  • Gli “altri scritti”, che costituiscono una raccolta di testi poetici, sapienziali e meditativi.

I libri dell’Antico Testamento

Quella che segue è la lista dei libri dell’Antico Testamento secondo l’ordinamento del canone ebraico (vale a dire senza i deuterocanonici).

Naturalmente, l’argomento riportato accanto a ciascun titolo ha valore puramente orientativo. I nomi dei rispettivi autori sono quelli tramandati dalla tradizione rabbinica.

Libri dell’Antico Testamento

LIBRO

ARGOMENTO

AUTORE

Genesi

Gli albori della creazione e dell’umanità

Mosè

Esodo

Verso la terra promessa

Mosè

Levitico

La legge e i comandamenti

Mosè

Numeri

Nel deserto

Mosè

Deuteronomio

Il patto di Dio

Mosè

Giosuè

La conquista della terra promessa

Giosuè (in parte)

Giudici

Alla ricerca di una stabilità

Ignoto

1 Samuele

L’inizio della monarchia: Saul, il primo re

Ignoto, Samuele (in parte)

2 Samuele

Il regno di Davide

Ignoto, Samuele (in parte)

1 Re

Regno di Salomone e divisione del paese

Ignoto

2 Re

Una successione regale problematica

Ignoto

Isaia

Dio, salvatore dei fedeli

Isaia

Geremia

La rottura tra Dio e il suo popolo

Geremia

Ezechiele

La futura restaurazione

Ezechiele

Osea

L’adulterio spirituale

Osea

Gioele

Gli ultimi tempi

Gioele

Amos

La condanna dei presuntuosi

Amos

Abdia

Fratelli indegni

Abdia

Giona

Universalità della salvezza

Ignoto

Michea

Chi è come il Signore?

Michea

Naum

Condanna di una città pagana

Naum

Abacuc

Il giusto vivrà per fede

Abacuc

Sofonia

Il Signore è vicino

Sofonia

Aggeo

Ricostruire il tempio

Aggeo

Zaccaria

I disegni imperscrutabili di Dio

Zaccaria

Malachia

Il Signore viene!

Malachia

Salmi

Raccolta di cantici e inni

Davide e autori vari

Giobbe

Il duello tra Satana e Dio

Ignoto

Proverbi

Florilegio di sapienza

Salomone e autori vari

Rut

Una straniera entra a far parte del progetto di Dio

Ignoto

Cantico dei Cantici

Il canto d’amore per eccellenza

Salomone

Qoèlet/Ecclesiaste

Tutto è vanità, è come rincorrere il vento

Salomone

Lamentazioni

L’eco dell’umana sofferenza

Geremia

Ester

Un genocidio sventato

Ignoto

Daniele

Visioni di un profeta visitato da Dio

Ignoto

Esdra

Il ritorno dall’esilio

Esdra

Neemia

L’unità nazionale

Esdra

1 e 2 Cronache

Tra le quinte del regno

Esdra


Il Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento ci mostra che le promesse di Dio trovano pieno compimento in Gesù Cristo.

In lui e per mezzo di lui Dio stabilisce un nuovo patto (già annunciato nell’Antico Testamento) che adempie e sopravanza il precedente (vd. Ebrei 7–10).

I Vangeli (4 libri) raccontano il vangelo, la “buona notizia”, vale a dire l’opera compiuta da Gesù Cristo per rendere possibile una nuova alleanza.

Il libro degli Atti degli Apostoli descrive gli albori della Chiesa; le lettere degli apostoli Paolo, Giacomo, Pietro, Giovanni e Giuda (21 libri) spiegano l’opera unica di Gesù e le sue conseguenze pratiche per i cristiani.

La Bibbia termina con il libro dell’Apocalisse, il quale annuncia gli eventi degli ultimi tempi a partire dalla morte di Gesù fino alla sua manifestazione e alla sua vittoria finale.

Da questa rapida carrellata si capisce che fin dalla creazione Dio non ha mai smesso di parlare agli uomini, di usare loro la sua grazia, di cercare di ricondurli a sé.

E soprattutto ci permette di vedere che il vangelo è il fine e il cuore della rivelazione di Dio agli uomini.

È in Gesù Cristo che si realizzano tutte le promesse fatte da Dio agli uomini (vd. 2 Corinzi 1:20).

Il Nuovo Testamento si lancia “alla conquista del mondo”, varcando le frontiere ormai ristrette di Israele per puntare agli estremi confini della terra.

Qui si va oltre la storia del popolo ebreo e si guarda a un nuovo popolo che trascende il concetto di “nazione”: il popolo di Cristo, ossia i cristiani.

I libri del Nuovo Testamento

Ecco l’elenco dei libri del Nuovo Testamento secondo l’ordinamento tradizionale della Bibbia cristiana. Naturalmente, anche in questo caso, la descrizione del relativo contenuto che compare a fianco di ciascun titolo ha valore puramente indicativo.

I nomi dei rispettivi autori sono quelli tramandati dalla tradizione cristiana.

Libri del Nuovo Testamento

LIBRO

ARGOMENTO

AUTORE

Vangelo secondo Matteo

Gesù è il Re e il Messia

Matteo

Vangelo secondo Marco

Gesù, Re e Servo

Marco

Vangelo secondo Luca

Gesù sale a Gerusalemme

Luca

Vangelo di Giovanni

Gesù è la buona notizia per il mondo

Giovanni

Atti degli Apostoli

I primi cristiani

Luca

Lettera ai Romani

Salvezza e vita mediante la fede

Paolo

Prima lettera ai Corinzi

Questioni disciplinari

Paolo

Seconda lettera ai Corinzi

Il senso del ministero di Paolo

Paolo

Lettera ai Galati

Compendio della teologia paolina

Paolo

Lettera agli Efesini

Il nuovo popolo di Dio

Paolo

Lettera ai Filippesi

La gioia del servizio cristiano

Paolo

Lettera ai Colossesi

Vivere come Cristo

Paolo

Prima lettera ai Tessalonicesi

Il ritorno di Gesù Cristo

Paolo

Seconda lettera ai Tessalonicesi

Precisazioni sul ritorno di Cristo

Paolo

Prima lettera a Timoteo

Il servo di Dio

Paolo

Seconda lettera a Timoteo

Il servo, il suo messaggio e la Chiesa

Paolo

Lettera a Tito

Vita familiare e vita sociale

Paolo

Lettera a Filemone

Accogliere lo schiavo

Paolo

Lettera agli Ebrei

Cristo, adempimento dell’antico patto

Ignoto

Lettera di Giacomo

Crescita nella fede

Giacomo

Prima lettera di Pietro

Chi è e come vive il credente

Pietro

Seconda lettera di Pietro

La vera dottrina e la falsa dottrina

Pietro

Prima lettera di Giovanni

La vita cristiana

Giovanni

Seconda lettera di Giovanni

La comunione cristiana

Giovanni

Terza lettera di Giovanni

Lettera personale a un amico

Giovanni

Lettera di Giuda

Monito contro i falsi dottori

Giuda (detto Taddeo, fratello di Giacomo)

Apocalisse

Gli ultimi tempi

Giovanni

 

Un testo variegato

I vari libri di cui si compone la Bibbia appartengono a diversi generi letterari: storia, poesie, canzoni, letteratura sapienziale, codici, registri, profezie, epistolari, parabole ecc.

Diversi sono gli appellativi con cui si indica il testo biblico: l’elenco qui di seguito non ha alcuna pretesa di completezza.

– Con l’appellativo “la Scrittura” nel Nuovo Testamento si suole definire un passo dell’Antico Testamento (cfr. Marco 12:10; Luca 4:21; Romani 9:17; Galati 3:8); le parole di Gesù (Giovanni 2:22); un passo dello stesso Nuovo Testamento (vd., ad es., 1 Timoteo 5:18 in cui si cita Luca 10:7); la Bibbia nel suo insieme (vd. 2 Timoteo 3:16).

– Si indicano come “le Scritture” i passi veterotestamentarii citati nel Nuovo Testamento (cfr. Matteo 25:54, 56); l’Antico Testamento nel suo insieme (vd. Matteo 22:29; Luca 24:27, 45); altri testi del Nuovo Testamento citati nel medesimo (in 2 Pietro 3:16 si parla degli scritti dell’apostolo Paolo).

– “Le sante Scritture” (Romani 1:2).

– “Insegnamenti, precetti, statuti, comandamenti, decreti, parola...”. Il Salmo 119 evoca la Parola di Dio quasi in ogni versetto, ogni volta designando la legge di Mosè (e, in senso esteso, tutte le Scritture; vd. anche Salmo 19:8-10) con un appellativo differente.

– “L’antico patto” (2 Corinzi 3:14).

– “Testamento” (Galati 3:17).

– L’apposizione “il libro (di)...” si usa per indicare un libro biblico in particolare: “il libro dei Salmi” (Luca 20:42), “il libro del profeta Isaia” (Luca 4:17), “il libro di Mosè” (Marco 12:26, con riferimento al libro dell’Esodo), “il libro” del Vangelo di Giovanni (Giovanni 20:30) o “il libro” dell’Apocalisse (Apocalisse 22:7-19).

– “La parola di Dio” (Matteo 15:6).

Nel Nuovo Testamento le citazioni della Bibbia (che all’epoca comprendeva solo l’Antico Testamento) erano frequentemente introdotte dalla locuzione “è/sta scritto”.

Questa era la formula che usavano, ad esempio, lo stesso Gesù (vd. Matteo 4:4, 6, 7, 10 ecc.), gli apostoli (vd. Atti 15:15) e l’apostolo Paolo (vd. Romani 1:17; 2:24; 3:4, 10 ecc.).

A proposito di capitoli

I libri che compongono la Bibbia sono suddivisi in capitoli.
Questo tipo di ordinamento non è molto antico: è stato introdotto da Stephen Langton, arcivescovo di Canterbury, soltanto nel XIII secolo.
Dovendosi recare a Parigi, Langton approfittò dei tempi morti del viaggio per mettere a punto il suo particolarissimo progetto.

La suddivisione in capitoli fu operata anche allo scopo di agevolare il reperimento di singoli passi biblici da leggere, durante i pasti, nei refettori dei conventi e dei monasteri.

Per un religioso era un onore poter leggere ad alta voce un passo biblico mentre i confratelli o le consorelle mangiavano in religioso silenzio.

Ed era considerato un castigo essere privati di tale possibilità.

Probabilmente è questa l’origine dell’espressione “(non) aver voce in capitolo”!

Così nacquero i capitoli della Bibbia.

Leggendo il testo sacro, però, notiamo che esiste un altro tipo di suddivisione, ben più singolare: quella in versetti.

Versetti e numeretti

I versetti corrispondono a singole frasi o periodi: ogni frase (o periodo) della Bibbia è stata numerata.

La numerazione attuale dei versetti biblici risale all’epoca della Riforma ed è nata in Francia.

Ad affrontare l’arduo compito fu il tipografo e libraio Robert Estienne, il primo a proporre un’edizione della Bibbia con numerazione dei versetti a margine.

In seguito, Teodoro di Beza e Calvino incorporarono tale numerazione direttamente nel testo biblico (1565).

Nel 1594, papa Clemente stabilì che tale numerazione fosse ripresa anche in tutte le nuove edizioni della Vulgata (traduzione cattolica, in latino, della Bibbia).

La nuova versione della Vulgata recante la numerazione dei versetti fu chiamata La Clementina.

A partire dal 1661, anche la Bibbia ebraica adottò la pratica numerazione ideata dal tipografo francese.

Per orientarsi più facilmente nella Bibbia è stato ideato un sistema di ricerca mediante riferimenti.

Per esempio, la dicitura Giovanni 3:16 è un riferimento che rimanda il lettore al versetto 16 del capitolo 3 del Vangelo di Giovanni.

Secondo la prassi tradizionale inerente alle edizioni della Bibbia, (quasi) ogni libro è suddiviso in capitoli numerati: un numero progressivo compare, a caratteri più grandi, all’inizio di ciascun capitolo (la numerazione dei capitoli riprende daccapo al primo capitolo del libro successivo).

Ogni capitolo è suddiviso in versetti (frasi) e la numerazione è riportata, a caratteri più piccoli, a margine o all’inizio di ciascun versetto.

La numerazione dei versetti riprende daccapo all’inizio di ogni capitolo.

Nel nostro esempio, Giovanni è il titolo del libro (il Vangelo di Giovanni), 3 è il numero del capitolo e 16 è (approssimativamente) la sedicesima frase.

In tale indicazione, i due punti (:) separano il numero del capitolo dal numero del versetto (le norme redazionali possono variare da paese a paese; per la suddivisione libro-capitolo-versetto le edizioni cattoliche tendono a adottare segni convenzionali differenti rispetto a quelli delle edizioni protestanti).

Per indicare un passo più esteso di un certo capitolo (per esempio, dal versetto 1 al versetto 16), si userà un trattino (-): Giovanni 3:1-16.

In presenza di un riferimento come Giovanni 3:1,16, dove il numero 1 e il numero 16 sono separati da una virgola, si prenderanno in considerazione solo i versetti 1 e 16.

Alcuni libri biblici sono talmente brevi che non sono neppure suddivisi in capitoli.

In tal caso, si indica direttamente il numero del versetto.

Si prenda, per esempio, Abdia 12 oppure Giuda 25: qui si fa riferimento, rispettivamente, al versetto 12 del libro di Abdia e al versetto 25 della Lettera di Giuda.

Alcuni libri biblici sono stati suddivisi in due parti (come Samuele e Cronache).

In tal caso, i rispettivi titoli saranno preceduti da un numero indicante il libro di riferimento.

Per esempio, 1 Samuele 3:11 ci rimanda al versetto 11 del terzo capitolo del Primo libro di Samuele; 2 Cronache 34:3 indica il versetto 3 del capitolo 34 del Secondo libro delle Cronache.

All’inizio della Bibbia, ogni editore propone la lista dei libri biblici con l’indicazione delle rispettive abbreviazioni.

Il Vangelo di Giovanni, per esempio, è abbreviato con la sigla Gv nella maggior parte delle edizioni; il libro della Genesi è solitamente indicato con Gen oppure Ge o Gn (le abbreviazioni possono talvolta differire a seconda delle edizioni); il Primo libro delle Cronache è abbreviato in 1 Cr e così via.

Particolarita della Bibbia

  • Chi apre la Bibbia per la prima volta si accorge immediatamente di trovarsi di fronte a un libro diverso dagli altri, non fosse altro che per la sua presentazione.
    In primo luogo, noterà la qualità della carta su cui è stampata, una carta leggera e sottilissima, simile a quella che avvolge le sigarette, che scricchiola fra le dita.
    La finezza di questa carta, che ritroviamo talvolta nelle edizioni letterarie di pregio, è una necessità: il numero di pagine di una Bibbia completa, infatti, è talmente imponente che senza carta bibbia (questo è il nome con cui è conosciuta la carta India, quella sottilissima, a grammatura più bassa) il libro sarebbe voluminoso quanto un’enciclopedia.

  • Oltre che sul tipo di carta, lo sguardo si soffermerà sulla veste grafica.
    Generalmente il testo si presenta su due colonne per pagina, simile a quello di un dizionario.
    Anche questo ha lo scopo di risparmiare spazio.

  • Ciascun libro biblico è costituito da capitoli numerati ma, aguzzando la vista, si noteranno altri numeri su quasi ogni riga del testo.
    Si tratta di una numerazione specifica e assai elaborata che permette al lettore di trovare e consultare senza problemi un passo o una singola frase.
    Si parla di riferimenti e versetti.

  • Ma le originalità non finiscono qui…
    Chi si ritrova tra le mani una Bibbia da studio noterà ben altre particolarità: numerosissime note a margine (le colonnine a lato del testo), innumerevoli riferimenti incrociati (a lato o al centro delle colonne) e parecchie note a piè di pagina. Tutte queste aggiunte servono a facilitare la lettura e la comprensione del testo.

Un indiscusso best-seller!

La Bibbia è davvero il libro dei record! Intanto, teniamo presente che dal 2001 il primo libro stampato in Europa con l’aiuto dei caratteri mobili è stato inserito dall’UNESCO nell’elenco delle memorie del mondo.

Se diamo un’occhiata alle statistiche più recenti, e in continuo aggiornamento, scopriamo poi che, con 2200 traduzioni parziali e 400 complete, la Bibbia è il libro più tradotto al mondo!

È stata tradotta anche in svariati dialetti, nei casi in cui un popolo non avesse ancora una lingua propria, codificata e sistematizzata.

La Bibbia è, inoltre, il libro più diffuso, con circa 50 milioni di copie vendute l’anno.

Si stima che soltanto in Italia se ne vendano annualmente tra le 150.000 e le 200.000 copie.

Una notizia abbastanza recente riporta che nella laicissima Norvegia il libro più venduto del 2012 è stato proprio la Bibbia, scalzando in classifica tutti i romanzi di grido!

Nel corso della storia quest’opera ha beneficiato di tecniche di riproduzione sempre più innovative: la pergamena ha ben presto sostituito il papiro; il codice (precursore dell’attuale libro rilegato) si è evoluto dal rotolo; la stampa ha soppiantato la copiatura amanuense; i microfilm hanno scalzato la carta e oggi la diffusione della Bibbia può avvenire mediante supporti informatici e telematici e perfino viaggiare per il mondo su Internet.

La Bibbia è indubbiamente il libro che è arrivato più lontano, spingendosi oltre i confini della Terra, nello spazio, fino a toccare il suolo lunare!

Una sua versione su microfilm viaggiò, infatti, insieme all’equipaggio della missione Apollo 14 e, in seguito, con quello dell’Apollo 17.

Il documento, delle dimensioni di un francobollo, conteneva tutte le pagine della Bibbia, dalla prima all’ultima!

Certo nessun altro testo è stato oggetto di studio come è stata ed è tuttora la Bibbia.

Nei secoli, migliaia di persone (studiosi, ricercatori ed esperti) si sono avvicendate nell’impresa.

 

[ FAQ ]

Perché dovrebbe interessarmi un libro di duemila anni fa?

La Bibbia è stata scritta molto tempo fa, questo è vero, ma è stata ispirata da un Dio che è ancora vivo, che non è cambiato né mai cambierà: ciò che Dio mi dice di sé e del suo desiderio di instaurare una relazione con me non ha età.

Non è invecchiato nemmeno di un giorno.

Inoltre, nonostante gli impressionanti progressi della scienza e della tecnica, neppure l’uomo è sostanzialmente cambiato.

È sempre, come Adamo, creato a immagine di Dio ma ribelle nei confronti del suo Creatore; è sempre schiavo del peccato e sotto il peso di una condanna a morte; ha tuttora un bisogno disperato che Dio venga a salvarlo mediante la grazia.

Oggi più che mai il messaggio della Bibbia è diretto a lui.

A ciascuno di noi.

Tratto da Fede Consapevole e La Bibbia per tutti for Dummies

La Bibbia: Approfondimenti


Testo ampliato e aggiornato al 27/12/2020
Pubblicato in: La Bibbia

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