Libri della Bibbia: Geremia

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Titolo

Il libro reca il nome del suo autore umano.

L’incipit dell’opera recita testualmente: “Parole di Geremia…” (1: 1).

Più di qualsiasi altro profeta Geremia parla della propria vita, raccontando il suo ministero, le reazioni del suo uditorio, le prove subite e i suoi sentimenti personali.

Il nome Geremia significa “Yahweh getta”, ossia “Dio pone le fondamenta” o “Dio stabilisce, nomina, manda”.

Sette altri personaggi dallo stesso nome compaiono nelle Scritture (2 R 23: 31; 1 Cr 5: 24; 12: 5, 11, 14; Ne 10: 2; 12: 1) e il profeta è menzionato in almeno nove contesti esterni al suo libro (cfr. 2 Cr 35: 25; 36: 12, 21-22; Ed 1: 1; Da 9: 2; Mt 2: 17; 16: 14; 27: 9).

Nell’A.T. e nel N.T. si contano almeno sette richiami agli scritti di Geremia: Da 9: 2 (25: 11-12; 29: 10); Mt 2: 18 (31: 15); Mt 27: 9 (18: 2; 19: 2, 11; 32: 6-

9); 1 Co 1: 31 (9: 24); 2 Co 10: 17 (9: 24); Eb 8: 8-12 (31: 31-34); Eb 10: 16-17 (31: 33-34).

Autore e data

Geremia, sacerdote e profeta, era figlio di un sacerdote di nome Chilchia (ma non si tratta del sommo sacerdote che rinvenne il libro della legge in 2 R 22: 8).

Egli proveniva dal piccolo villaggio di Anatot (1: 1), l’odierna Anata, ca 5 km a nord-est di Gerusalemme, nella regione di Beniamino.

Desiderando illustrare con la propria vita il messaggio che recava a Giuda, Geremia rimase celibe (16: 1-4).

Nel ministero egli fu assistito da uno scriba di nome Baruc, il quale trascrisse i messaggi dettati dal profeta, procurando di preservarli (36: 4, 32; 45: 1). Geremia è noto come un profeta dolente (cfr. 9: 1; 13: 17; 14: 17).

Egli condusse un’esistenza conflittuale a causa delle sue predizioni riguardanti il giudizio divino per mano degli invasori babilonesi.

Difatti fu minacciato, condannato, messo in ceppi, costretto a fuggire dal re Ioiachim, umiliato pubblicamente da un falso profeta e, infine, gettato in una fossa.

Il ministero di Geremia era principalmente rivolto al popolo di Giuda, ma non mancò, talvolta, di estendersi anche ad altre nazioni.

Il profeta invitava i propri connazionali a ravvedersi e a sottrarsi così al giudizio divino, che rischiava di abbattersi su di loro per mano degli invasori (capp. 7; 26).

Allorché l’invasione era ormai certa, al fine di evitare una distruzione totale (cap. 27) Geremia supplicò i Giudei, che avevano rifiutato di pentirsi, di non opporre resistenza al conquistatore babilonese.

Egli invitò altresì i delegati di altre nazioni a prestare ascolto al suo consiglio e a sottomettersi a Babilonia (cap. 27).

Il profeta predisse il giudizio divino su diverse nazioni (25: 12-38; capp. 46–51).

Il ministero di Geremia, che abbraccia cinque decenni, si attesta fra il tredicesimo anno del regno del re giudeo Giosia (1: 2; 627 a.C.) e il periodo successivo alla caduta di Gerusalemme nelle mani di Babilonia, nel 586 a.C. (Gr 39–40; 52).

Dopo il 586 a.C. Geremia dovette riparare in Egitto con un residuo di profughi giudei (Gr 43–44).

Il suo ministero era probabilmente ancora attivo nel 570 a.C.

Da un’annotazione rabbinica si apprende che Geremia fu deportato a Babilonia, allorché i Babilonesi invasero l’Egitto nel 568/567 a.C.

Egli avrebbe, pertanto, avuto ancora il tempo di redigere i vv. finali del libro, che si chiudono sulla Babilonia del 561 a.C. e in cui si accenna alla relativa libertà concessa al re di Giuda Ioiachin (deportato a Babilonia nel 597 a.C.) negli ultimi anni della sua vita (52: 31-34).

A quell’epoca, se ancora in vita, Geremia avrebbe avuto circa 85-90 anni.

Contesto e ambiente del libro di Geremia

Alcuni dettagli riguardanti l’ambiente storico di Geremia si trovano in 2 R 22–25 e 2 Cr 34–36.

I messaggi di Geremia illustravano:

  1. il peccato del suo popolo;

  2. l’invasore inviato da Dio;

  3. i rigori dell’assedio;

  4. le calamità legate alla distruzione.

Per 40 anni (627-586 a.C. e oltre) Geremia annunciò al popolo il giudizio imminente suscitato dall’idolatria e da altri peccati.

Egli profetizzò durante i regni degli ultimi cinque re di Giuda:

  • Giosia 640-609 a.C.;

  • Ioacaz 609 a.C.;

  • Ioiachim 609-598 a.C.;

  • Ioiachin 598-597 a.C.

  • e Sedechia 597-586 a.C.

Il popolo di Giuda era, spiritualmente, assai corrotto dall’idolatria (cfr. cap. 2). Parecchi anni addietro, all’epoca di Isaia, il re Acaz, predecessore di Ezechia, aveva instaurato un culto al dio Moloc, in onore del quale si sacrificavano i bambini.

Tale culto aveva luogo nella valle di Innom, appena fuori Gerusalemme (735-715 a.C.).

Con le sue riforme Ezechia soppresse tale culto ed epurò Giuda (Is 36: 7); tuttavia il figlio Manasse calcò le orme di Acaz, incoraggiando tale pratica sacrificale e un’aperta idolatria ancora perdurante all’epoca di Geremia (7: 31; 19: 5; 32: 35), in cui molti adoravano altresì “la regina del cielo” (7: 18; 44: 19).

Le riforme di Giosia, che conobbero il massimo splendore nel 622 a.C., permisero di ridurre considerevolmente tali pratiche; tuttavia il cancro mortale del peccato era talmente radicato che si diffuse nuovamente, subito dopo questo alquanto superficiale risveglio.

All’epoca l’ipocrisia religiosa, la disonestà, l’adulterio, l’ingiustizia, la tirannia contro i deboli e la calunnia costituivano la regola, non l’eccezione.

All’epoca di Geremia si susseguirono importanti eventi politici.

L’Assiria perdeva gradualmente la propria potenza.

Dopo la morte di Assurbanipal, nel 626 a.C., l’Assiria si indebolì a tal punto che, nel 612 a.C., la sua apparentemente invincibile capitale Ninive fu distrutta (cfr. libro di Naum).

Sotto Nabopolassar (625-605 a.C.) il nuovo Impero babilonese divenne militarmente egemone, riportando vittorie contro l’Assiria (612 a.C.), sull’Egitto (609-605 a.C.) e su Israele in tre campagne successive (605 a.C., come in Da 1; 597 a.C., come in 2 R 24: 10-16 e 586 a.C., come in Gr 39–40; 52).

Benché molti anni prima Gioele e Michea avessero già annunciato il castigo di Giuda, durante il regno di Giosia i principali profeti di Dio furono Geremia, Abacuc e Sofonia.

Più tardi Ezechiele e Daniele, coevi di Geremia, ebbero ruoli profetici preminenti.

Temi storici e teologici

Il tema principale affrontato da Geremia è il castigo di Giuda (capp. 1–29) e la sua restaurazione nel regno messianico futuro (23: 3-8; 30–33).

Se, da un lato, Isaia dedicò molti capp. alla rappresentazione della gloria futura di Israele (Is 40–66), dall’altro Geremia diede minor rilievo a questo argomento.

Poiché il giudizio di Dio era imminente, egli si concentrò sui problemi immediati, tentando di allontanare la nazione dal punto di non ritorno.

Un argomento secondario riguarda la volontà di Dio di risparmiare e benedire la nazione, a condizione che questa si ravveda.

Benché il tema sia frequente, esso è illustrato più eloquentemente nell’episodio del vasaio (18: 1-11).

Un altro tema trattato è il progetto di Dio per la vita di Geremia, sia nella proclamazione del messaggio di Dio sia nella consacrazione a compiere la volontà divina (1: 5-19; 15: 19-21).

Altri argomenti trattati sono:

  1. il desiderio di Dio che Israele rinnovi nei suoi confronti l’amore dimostrato nei primi tempi (2: 1-3);
  2. le lacrime del servo Geremia, “profeta dolente” (9: 1; 14: 17);
  3. lo stretto, intimo rapporto che Dio aveva instaurato con Israele e che egli desiderava mantenere (13: 11);
  4. la sofferenza del profeta nelle prove (11: 18-23; 20: 1-18) e la convinzione che la presenza del Signore è tutto ciò di cui l’uomo ha bisogno (20: 11-13);
  5. il ruolo vitale che la Parola di Dio può avere nella vita dell’uomo (15: 16);
  6. l’importanza della fede nell’attesa della restaurazione da parte di Dio, per il quale nulla è troppo difficile (cap. 32, particolarmente i vv. 17, 27);
  7. la preghiera con cui si invoca un pieno accordo tra la volontà e l’azione di Dio nel restituire a Israele la sua terra (33: 3, 6-18).

Sfide interpretative

Dalla lettura sorge spontanea una serie di interrogativi:

  1. Come spiegare il divieto divino di pregare per i Giudei (7: 16) e l’affermazione secondo cui nemmeno l’intercessione di Mosè o di Samuele avrebbe potuto impedire il giudizio (15: 1)?

  2. Geremia ha veramente percorso diverse centinaia di km in direzione del fi ume Eufrate o si è limitato a seppellire la cintura che portava alla vita poco lontano da casa sua (13: 4-7)?

  3. Come poté Geremia pronunciare un giudizio tanto severo sull’uomo che aveva annunziato la sua nascita a suo padre (20: 14-18)?

  4. La maledizione contro la stirpe regale di Ieconia riguarda, in qualche modo, Cristo (22: 30)?

  5. Come interpretare le promesse relative al ritorno di Israele nella sua antica terra (capp. 30–33)?

  6. In che modo Dio adempirà il nuovo patto in rapporto a Israele e alla chiesa (31: 31-34)?

Una sfida continua è costituita dalla necessità di una corretta collocazione temporale dei messaggi del profeta, giacché il libro di Geremia, al contrario di quello di Ezechiele, non segue tanto un ordine cronologico quanto, piuttosto, un ordine tematico, con libere digressioni temporali.

Schema del libro

  1. L’apprendistato di Geremia (1:1-19)

    1. Il contesto in cui visse Geremia (1:1-3)

    2. La scelta di Geremia (1:4-10)

    3. La missione di Geremia (1:11-19)

  2. Oracoli contro Giuda (2:1–45:5)

    1. Condanna di Giuda (2:1–29:32)

        1. Primo messaggio (2:1–3:5)

        2. Secondo messaggio (3:6–6:30)

        3. Terzo messaggio (7:1–10:25)

        4. Quarto messaggio (11:1–13:27)

        5. Quinto messaggio (14:1–17:18)

        6. Sesto messaggio (17:19-27)

        7. Settimo messaggio (18:1–20:18)

        8. Ottavo messaggio (21:1-14)

        9. Nono messaggio (22:1–23:40)

        10. Decimo messaggio (24:1-10)

        11. Undicesimo messaggio (25:1-38)

        12. Dodicesimo messaggio (26:1-24)

        13. Tredicesimo messaggio (27:1–28:17)

        14. Quattordicesimo messaggio (29:1-32)

    2. Consolazione per Giuda: il nuovo patto (30:1–33:26)

        1. Annuncio della restaurazione (30:1–31:40)

        2. Fede nella restaurazione (32:1-44)

        3. Annuncio della restaurazione: seconda parte (33:1-26)

    3. Le sciagure di Giuda (34:1–45:5)

        1. Prima della caduta (34:1–38:28)

        2. Durante la caduta (39:1-18)

        3. Dopo la caduta (40:1–45:5)

  3. Oracoli contro le nazioni (46:1–51:64)

    1. Introduzione (46:1; cfr. 25:15-26)

    2. Contro l’Egitto (46:2-28)

    3. Contro la Filistia (47:1-7)

    4. Contro Moab (48:1-47)

    5. Contro Ammon (49:1-6)

    6. Contro Edom (49:7-22)

    7. Contro Damasco (49:23-27)

    8. Contro Chedar e Asor (49:28-33)

    9. Contro Elam (49:34-39)

    10. Contro Babilonia (50:1–51:64)

  4. IV. La caduta di Gerusalemme (52:1-34)

    1. Distruzione di Gerusalemme (52:1-23)

    2. Deportazione dei Giudei (52:24-30)

    3. Liberazione di Ioiachin (52:31-34)



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Testo tratto da La Sacra Bibbia con note e commenti di John MacArthur

Staff La Casa della Bibbia

Pubblicato in: La Bibbia, I Libri

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