Quali immagini dobbiamo dare in pasto ai nostri occhi?
Spesso questa domanda rimane senza risposta forse perchĂŠ non vogliamo realmente porcela.
Tuttavia siamo inondati da video virali, di immagini digitali e di tanti spettacoli che in ogni istante si impadroniscono del nostro tempo, della nostra attenzione, delle nostre aspirazioni e perfino del nostro denaro. Lasciamo che i nostri occhi si nutrano passivamente di ciò che ci viene incontro; cosĂŹ, non ci fermiamo mai veramente a considerare le conseguenze della nostra dieta visiva su abitudini, desideri e ambizioni. Il giornalista Tony Reinke si è posto questa difficile domanda, esaminando la propria quotidianitĂ , e ora ci invita a vedere cosa ha scoperto indagando le possibilitĂ e le insidie del nostro mondo incentrato sulle immagini. Reinke, in conclusione, condivide la vera bellezza di uno Spettacolo piĂš Grande capace di centrare le nostre anime, riempire i nostri cuori e stabilizzare il nostro sguardo, anche in questâepoca di spettacoli artificiali totalizzanti.
"Lâavvento della TV prima e di internet poi, ha globalizzato il fenomeno della spettacolarizzazione in molti aspetti della vita; oggi piĂš che mai tutto questo non riguarda piĂš solo piccoli gruppi di persone, ma vere e proprie masse, che da un continente allâaltro, con un semplice click sono in connessione in modo tempestivo e istantaneo, pronte per godersi lo spettacolo, in una sorta di mega piazza virtuale. âI nostri spettacoli sono diventati il nostro orizzonte, una cupola concentrica che limita il nostro sguardo in ogni direzione. Mai come prima, viviamo nel nostro mondo di spettacoli e decidiamo autonomamente gli spettacoli con cui scegliamo di circondarciâ.
Nel presentare questo libro ai lettori, vorrei subito sgombrare il campo da ogni tipo di perplessitĂ : qui viene fornita una teologia della cultura visiva; vi è una riflessione seria e documentata su come ai nostri tempi il pericolo di porre enfasi piĂš sul contenitore che sul contenuto, sullâapparenza piuttosto che sulla sostanza, sia davvero dietro lâangolo.
Lâautore lo spiega bene: sin dai tempi antichi si fa spettacolo, ma con una grande differenza rispetto a oggi che viviamo nellâillusione permanente. RealtĂ virtuali parallele e distanti prendono sempre piĂš spazio, rispetto a ciò che siamo nella oggettiva e tangibile quotidianitĂ ; ogni giorno alimentano le nostre illusioni e il nostro ego, ma finiscono per atrofizzare la nostra anima.
Non amo demonizzare il presente e mitizzare il passato. Non è del resto lo scopo di questo libro. Come accennato, non possiamo però negare che oggi allâinterno delle chiese si parla poco di questo argomento che è in definitiva la domanda cui questo libro desidera rispondere: âin questa etĂ dello spettacolo (è stata definita cosĂŹ) â in questo ecosistema di immagini digitali, di visioni artificiali e istanti virali che competono tra loro per monopolizzare la nostra attenzione â come possiamo crescere spiritualmente?â. Non ci sono strumenti attraverso i quali i giovani possono formarsi e gli adulti capire, ovvero comprendere lâesigenza e la tendenza che hanno i piĂš giovani alla spettacolarizzazione di alcuni momenti e passaggi della vita.
Oggi viviamo in una bolla di spettacolo, continuo e perenne. La vita politica, per esempio. Se si ripensa alle interminabili tribune politiche dei decenni passati in cui austeri leader italiani si alternavano in discorsi e approfondimenti su importanti tematiche, si vede che hanno lasciato il posto alle dirette Instagram in cui il politico del momento si mostra in costume o mentre mangia la pizza. Giusta o sbagliata, questa è la tendenza, quasi una parola dâordine, perfino nella vita religiosa e spirituale: spettacolarizzare!
SĂŹ, oggi accade anche questo, ma la spettacolarizzazione in ambito religioso non è certo una questione legata solo ai nostri giorni: negli ultimi decenni si è assistito a una amplificazione, ma il tema è continuamente stato oggetto di discussione in ogni etĂ storica. Del resto lâenfatizzazione e lâesaltazione di alcune dinamiche e pratiche liturgiche e sacramentali, ha sempre occupato un posto di rilievo allâinterno della prassi religiosa.
Ora, non mi schiero a favore di nessuna delle due piÚ diffuse tendenze riguardo questo tema: pensare solo che sia sbagliato o necessario puntare esclusivamente allo spettacolo religioso. Però posso consigliarvi la lettura di questo libro.
Vi aiuterĂ a capirne di piĂš sia sul nostro vivere quotidiano sia che, come cristiani, siamo chiamati a riconoscere ciò che è inutile, resistendo cosĂŹ allâimpulso di riempire le giornate con spettacoli e spettacoli che soffocano il cuore, producono noia intorno alla vita spirituale e alla supremazia Cristo.
Faccio mie le parole dellâautore che, in un passaggio di questo libro, delinea quale sia lo Spettacolo piĂš maestoso di tutti i tempi, cui dobbiamo volgere lo sguardo: âLa croce di Cristo è stato il piĂš grande spettacolo della storia del cosmo per i suoi effetti paradossali. Sul colle del Calvario, Cristo âavendo quindi spogliato le potestĂ e i principati, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro in luiâ (Col. 2:15).
Leggere per credere."
Alessandro Iovino
Giornalista
| Autore | Tony Reinke |
| Pagine | 144 |