ÂŤPer narrare il rapporto conflittuale tra padri e figli, Springsteen ritorna a Adamo e Caino (Adam Raised a Cain). Per raccontare lâirreparabilitĂ della perdita, âuna distanza che non può essere colmataâ, si rifĂ alla solitudine di GesĂš al Calvario (Jesus Was an Only Son). Per cantare la ferita del dolore ricorre alla simbologia della Croce (Iâll Work for Your Love). Per contrapporsi al disgregarsi della comunitĂ , fa riecheggiare lâinvito evangelico ad âamarsi uno con lâaltroâ (Jack of All Trades)Âť. Luca Miele
Lâintera produzione di Bruce Springsteen è punteggiata, attraversata, nutrita da simboli e figure religiose. Un rapporto, quello tra il cantante di Born in the U.S.A. e la fede, mai pacificato, sempre conflittuale, controverso, spigoloso, aperto. Mediata dal patrimonio degli spirituals â che Springsteen riattualizza nellâesperienza di The Seeger Sessions â, la Bibbia costituisce una sorta di pre-testo a cui il cantante si appoggia per costruire la sua (formidabile) narrazione americana.
Fede, speranza, risurrezione sono le parole chiavi del âvocabolarioâ del rocker americano. Un vocabolario che non disconosce la tragedia, la violenza, il male, ma li trasfigura nellâimpegno, nellâattesa, nella tensione escatologica. Nella certezza che ÂŤun nuovo giorno sta nascendoÂť (Rocky Ground).
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