Il curioso sermone è stato pronunciato in data imprecisata e pubblicato nel 1776 dallo scrittore e poeta irlandese Jonathan Swift (1667-1745), che fu anche pastore anglicano e decano della cattedrale di St. Patrick a Dublino, ma è universalmente noto per i Viaggi di Gulliver, il suo capolavoro. Si tratta di un insolito testo in cui lâautore affronta il tema della predicazione lanciando, in primo luogo, un aspro e polemico atto dâaccusa nei confronti della diffusa indifferenza per il culto e per la religiositĂ del suo tempo. Swift se la prende con quanti accampano ogni genere di scuse per non andare a messa, dai malanni immaginari allâaria malsana delle chiese, o antepongono la cura degli affari a quella dellâanima; e con quanti preferiscono restare a casa la domenica, non solo per pigrizia o per abbandonarsi allâingordigia e allâozio, ma per un radicale disprezzo nei confronti della religione. Siamo di fronte allo sfogo di un prete anglicano evidentemente deluso per la vita del suo tempo e deciso a rivolgere un attacco diretto alle prediche soporifere.
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