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Il dono di nozze alla chiesa

La legge della tua bocca per me vale piùdi migliaia di monete d'oro e d'argento. (Salmo 119:72)

Nel 1456, Jean de Rely, confessore del re di Francia e arcidiacono di Notre-Dame, fa stampare la prima Bibbia completa in francese.

È la traduzione letterale della Bibbia Vulgata latina, di cui riproduce i commentari e gli errori di interpretazione. Tuttavia, le anime sono così avide di ricevere il messaggio di Dio, che si dovranno stampare dieci edizioni di questa Bibbia in meno di cinquant'anni.

I dottori della Sorbona sentono che, sotto le frasi pungenti della Sacra Scrittura, l'edificio delle loro concezioni teologiche sta crollando. Perciò sono ancora più scontenti quando uno di loro, Lefèvre d'Etaples, abbandona la sua cattedra di professore e insegna il testo biblico agli studenti desiderosi di seguirla.

Nel 1517, Lefèvre si rifugia presso Briçonnet, vescovo di Meaux, per lavorare alla traduzione delle Scritture. Nel 1523, il suo Nuovo Testamento esce dalla stampa. Le espressioni che vi si scoprono testimoniano dell’audacia di questo precursore della Riforma in Francia; sotto la sua penna, gli appelli al pentimento diventano: «ravvedetevi», mentre fino ad allora nessuno aveva osato liberarsi dall'ottica della Chiesa romana che, interpretando l'Evangelo, prescriveva: «fate penitenza».

I fulmini pontifici non risparmiarono l'erudito dottore che ha radunato intorno a lui giovani studenti ansiosi di approfondire le loro conoscenze bibliche. Tre di loro diventeranno potenti studenti fra le mani del Signore: Guglielmo Farel, di Gap, l'apostolo della regione di Montbéliard e della Svizzera romanda; Luigi Oliviero, più conosciuto sotto lo pseudonimo di Pierre Robert Olivétan, traduttore della Bibbia francese nel 16° secolo, infine, suo cugino Giovanni Calvino, di Nayon, il grande teologo del protestantesimo.

Nel 1525, Lefévre d'Etaples ha quasi 90 anni, ma la persecuzione non lo risparmia; egli deve lasciare precipitosamente Meaux e si rifugia a Strasburgo. Là, continuò la sua traduzione dell'Antico Testamento, che verrà pubblicata per la prima volta a Blois, nel 1528. La Bibbia completa verrà pubblicata nel 1530, questa versione è tradotta dal latino.

Nondimeno, questa traduzione imprime un profondo solco nell'opinione pubblica, e il seme divino vi germoglierà abbondantemente, nell'era ormai vicinissima della visitazione dall'Alto. L'eternità svelerà il numero dei testimoni condotti a Cristo tramite la lettura della Bibbia di Lefèvre, e rimasti fedeli alla fede anche sotto tortura e martirio.

Venuto a conoscenza di tutti questi arresti, roghi e di tanto sangue versato, il venerabile traduttore si commosse al pensiero che gli è stata risparmiata una tale prova. Egli si accusa da se stesso, paragonando la sua sorte a quella di numerosi discepoli che sono andati più lontani di lui sulla strada del sacrificio. Tuttavia, la corona del vincitore non è riservata esclusivamente ai martiri; il traduttore ha affrontato da solo l'opposizione dottrinale del clero; la sua testimonianza si è dimostrata essenziale per la liberazione della verità; la sua edizione della Bibbia ha facilitato il cammino della Riforma; migliaia di persone sono state così messe in contatto con Dio. Fra il 1509 e il 1541 verranno pubblicate 36 edizioni e ristampe di parte della Scritture tradotte da Lefévre d'Etaples.

Da parte loro, gli artigiani compiono uno sforzo considerevole. Primo fra tutti, è giusto citare Robert Estienne (1509-1559), tipografo del re a Parigi.

Fervente credente, ha anch'egli studiato ai piedi di Lefévre d'Etaplas. Egli vota i suoi talenti professionali alla causa delle Sante Scritture e a quella delle pubblicazioni destinate a spiegarla. Nel corso di una carriera movimentata, stampa più edizioni della Bibbia in greco e in latino.

A lui si deve altresì l'iniziativa della divisione del Nuovo Testamento in capitoli e versetti, metodo che diventerà ben presto generale.

Le profonde convinzioni di Robert Etienne (spesso conosciuto sotto lo pseudonimo di Stephanus) lo rendono intrepido e lo espongono pericolosamente. Il suo studio è situato nelle immediate vicinanze della Sorbona, il cui comitato esecutivo decise di proibire i libri da lui pubblicati.

Infine egli deve abbandonare la capitale per la sicurezza dei suoi figli e stabilirsi a Ginevra, dove proseguirà la sua nobile opera.

Ciononostante, non esisteva fino ad allora ancora nessuna versione francese basata sull'ebraico e sul greco. Quando Lutero e Tyndale hanno abbandonato la Vulgata latina, e sono risaliti alle sorgenti dei testi originali, il messaggio della Scrittura ha ritrovato la sua purezza e la sua potenza.

È dunque conforme ai piani della strategia divina suscitare un iniziativa di questo tipo in paesi francofoni. Non è in francese che la Parola di Cristo sarà proclamata coraggiosamente per bocca di Farel, di Saunier e di Viret, poi commentata con competenza mai raggiunta dagli scritti di Calvino, di Teodoro di Beza e di molti altri come loro?

Nel luglio 1532, Farel e Saunier predicano l'Evangelo a Grandson, sulle rive del lago di Neuchâtel - I due predicatori ricevano allora alcuni inviati delle Chiese delle valli valdesi del Piemonte -Questi ultimi li invitano a partecipare ad un'importante assemblea che si terrà in settembre a Chanforans, nella valle di Angrogna. Farel e Saunier vi si recano con gioia.

Una moltitudine di cristiani venuta da tutte le parti desiderarono ascoltarli; ci furono delegati di tutte le Chiese del Piemonte, a quell'epoca molto attive nella fede, così pure molti cristiani della Borgogna, della Lorena, della Germania, della Boemia, e anche della Calabria. Questa riunione straordinaria lascerà una traccia negli annali - Un cronista ne parla in questi termini: «Dominata dai lampi di Farel, la discussione fu rapida come il fuoco di fila che precede una vittoria decisiva.»

Nonostante gli sforzi precedentemente intrapresi da traduttori e tipografi, la Parola di Dio resta rara. I Valdesi presentano ai riformatori alcuni manoscritti dell'Antico e del Nuovo Testamento, che essi conservano gelosamente.

Così l'assemblea decide all'unanimità di stampare una Bibbia in francese destinata a tutti. Affida ufficialmente a Farel e a Saunier la responsabilità di mettere in atto questa risoluzione, sia nel rivedere le edizioni esistenti, sia di iniziare una nuova traduzione. Da parte loro, le Chiese valdesi si impegnano a riunire i fondi necessari per coprire le spese di stampa di questa Bibbia, destinata alle folle assetate di verità.

Furono dunque le comunità evangeliche del Piemonte che in qualche modo offrirono la Santa Scrittura di lingua francese. Alcuni decenni dopo, uno storico si esprimerà in questo modo: «La Bibbia dei Valdesi fu per la Chiesa di Francia, nuovamente fidanzata a Cristo, come il dono di nozze offerta da un fratello maggiore - il popolo delle valli - ai suoi fratelli cadetti .»

Ora Dio aveva già preparato il Suo strumento: Pierre-Robert Olivétan, giovane molto istruito; profondamente umile, che però non volle mettersi in mostra ed esitò a intraprendere l'opera per la quale Dio l'ha formato.

Ecco ciò che disse uno dei suoi contemporanei su di lui: «Questo giovane, che ama le sante Lettere di un amore ardente, e nel quale si trovano una carità e un'integrità estreme, si sottrae per il momento all'incarico di predicatore, come se fosse al di sopra delle sue forze, sia forse per modestia, o sia perché non ha molta facilità di parola.»

Eppure, ha già portato frutto: fu lui che condusse al Signore suo cugino, Giovanni Calvino. Nei tempi passati, Dio aveva chiamato Anania, un discepolo nascosto, per esortare un futuro apostolo Paolo; allo stesso modo, chiamò un umile testimone per spingere il principe dei riformatori a darsi a Cristo! Farel e Saunier apprezzano la competenza di Olivétan; egli si guadagna la vita come maestro di scuola a Neuchâtel; ma ha tradotto in francese per la sua edificazione personale tutto l'Antico Testamento ebraico e tutto il Nuovo Testamento greco. Non stupisce quindi che, al loro ritorno a Chanforans, i riformatori lo incoraggiarono a mettere i suoi doni al servizio di tutta la Chiesa di Cristo. Ma i loro ripetuti inviti rimasero senza risposta. Olivétan era convinto che altri erano più abili di lui per svolgere questo compito.

Accettò tuttavia di accompagnare Farel e Suanier in un nuovo viaggio missionario che li condurrà attraverso le Alpi. Scopo di questa visita: predicare l'Evangelo alle comunità disperse nelle vallate del Piemonte e raccogliere le offerte destinate alla pubblicazione della Parola di Dio. Questa pericolosa spedizione ha luogo nel 1533. I servitori di Dio dovevano spostarsi di notte per sfuggire agli inquisitori; erano esposti alla privazione, al freddo, ai pericoli di ogni sorta: i banditi aggredirono frequentemente i viandanti, e questo gruppo di evangelisti intineranti trasportarono somme considerevoli; infatti, i poveri montanari hanno consegnato loro 500 scudi d'oro per la stampa della Bibbia - all'epoca, una vera fortuna.

Profondamente commosso da una tale generosità e dall'urgenza dei bisogni del popolo di Dio, Olivétan non poté più resistere alla pressione dei riformatori. Di gran lena, si mise al lavoro, applicandosi talmente alla revisione del testo, che in 18 mesi la Bibbia completa fu pronta per essere stampata. Era il 12 febbraio del 1535 quando questa importante traduzione vide la luce.

Olivétan è troppo umile per firmare la sua opera. In una prefazione redatta da uno dei suoi collaboratori, questa versione fu raccomandata ai lettori da una poesia in latino, le cui prime lettere formano in acronimo le parole « Petrus Robertus Olivetanus». È la sola traccia del nome del traduttore in questa magnifica edizione che viene pubblicata da Pierre de Wingle, a Serrières (Neuchâtel), il 4 giugno 1535. Questo tipografo fu tanto missionario quanto artigiano; mai il testo sacro è stato stampato con altrettanta cura e venerazione. Questa Bibbia conoscerà un successo straordinario, esercitando un influenza preponderante sulle popolazioni di lingua francese, nel momento in cui le idee della Riforma cominciano ad illuminare gli spiriti. Se altri predicano alle folle, Olivétan svolge un ruolo più nascosto; 1536, insegna come maestro di scuola a Ginevra, continuando a lavorare ad una revisione dei Salmi, che viene pubblicata nel 1537. Fu in questa edizione che si usa per la prima volta il termine «Eterno»,  traduzione del nome ebraico «Jahvè»; esso esprime meglio che in qualunque lingua moderna il senso etimologico il nome con il quale Dio svela i Suoi attributi di pre-esistenza, di continuità e di immortalità. La parola Jahvé si trova 6499 volte nell'Antico Testamento.

Nel 1538, Olivétan lascia Ginevra per evangelizzare le valli del Piemonte. L'esercito dell'Inquisizione si dirige contro Olevétan che viene arrestato; morirà avvelenato; nessuno sa dove si trova la sua tomba. Egli aggiunse così il suo nome al gran numero dei vincitori che non hanno amato la loro vita, anzi l'hanno esposta alla morte perché hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello, e con la parola della loro testimonianza. (Apocalisse 12:11)

Ben presto la Bibbia di Olivétan supera tutte le altre versioni esistenti. Nel 1560, Calvino rivede la traduzione di suo cugino. Nel 1588, Teodoro di Beza modifica a sua volta certe espressioni, pur rispettando le concezioni iniziali del traduttore. Questa versione verrà ristampata in molte città francesi, svizzere, e olandesi. È questo testo che consolerà i perseguitati nel 17° secolo, fortificherà la fede degli Ugonotti, sosterrà i prigionieri, ravviverà il coraggio delle Chiese sofferenti e condurrà a Gesù Cristo le moltitudini che avranno bisogno di Lui.

Nel 1707 venne pubblicata una nuova revisione della Bibbia di Olivétan, la Bibbia detta di David Martini; pastore francese rifugiato in Olanda.

Nel 1742, Jean Ostervald, un pastore di Neuchâtel, effettuerà a sua volta una revisione del testo di Olivéetan, annotando nel margine dell'antica edizione i miglioramenti che l'evoluzione della lingua ha reso necessari. Nonostante l'età avanzata -ha più di 80 anni - Ostervald si alzava tutte le mattine alle 4 per lavorare su questa versione che uscirà nel 1744. Per circa due secoli, questa versione conoscerà un'ampia diffusione.

Tutti i lettori di questa Bibbia hanno anch'essi un debito verso l'umile maestro di scuola che non voleva rivelare neppure il suo nome, ma che aveva dato tutto al suo Signore affinché molte persone scoprissero il Libro Santo.

In cielo, noi saremo in presenza di questi eroi sconosciuti che, come Olivétan, sono stati trattati quaggiù come gli ultimi degli uomini, afflitti, maltrattati (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra. (Ebrei 11:37, 38)

I cristiani di lingua francese hanno a disposizione una Bibbia che è costata estremamente cara ai testimoni del passato che l'hanno trasmessa a prezzo della loro vita. Dall'altare del loro sacrificio si è levato un profumo gradevole all'Eterno.

Siamo grandemente privilegiati, ma anche responsabili di fare fruttare questa sacra eredità!

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